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L'Arena di Verona
L'Anfiteatro venne eretto nel 2° - 3° decennio del I secolo d.C. all'esterno della più antica cinta di mura, a 70-80 metri da essa, di fronte all'angolo meridionale della città. La posizione periferica ed esterna alle mura facilitava l'afflusso degli abitanti dal contado e dalle città vicine. Sorgeva su un terrapieno appositamente costruito.
L'elemento generatore della pianta è costituito dall'ellissi dell'arena. Le sue misure sono m. 75,68 (asse maggiore) per 44,43 (asse minore) che tradotte in misure romane danno 250 per 150 piedi romani. Si stabilisce quindi il rapporto aureo di 5 a 3 fra gli assi principali dell'ellisse.
Partendo dall'ellissi interna dell'arena e procedendo verso l'esterno le ellissi si ripetono, concentriche, per quattro volte aumentando sempre di dimensioni proporzionalmente in spessore ed in altezza.
Tra anello e anello corrono tre gallerie che consentono di raggiungere i vari settori dell'anfiteatro attraverso scale che in varie rampe raggiungono gli sbocchi sulla ima e summa cavea, detti vomitoria. L'anello maggiore esterno aveva principalmente funzione di rivestimento ed abbellimento, era interamente in pietra e formato da tre ordini sovrapposti di archi che raggiungevano complessivamente un'altezza di oltre trenta metri. Di questo anello rimane in piedi soltanto un settore di quattro arcate, detto "Ala".
In origine le arcate erano settantadue, sostenute da settantatre possenti pilastri in pietra quadrati col lato di due metri, costruiti interamente in opus quadratum.
I successivi "anelli" che compongono l'anfiteatro sono a struttura mista: opus quadratum lapideo di pilastri, archi e rivestimenti e opus coementicium per le pareti e le volte. Tale materiale è a base di malta di calce, ciottoli di fiume e frammenti di mattone in cotto. I corridoi che separano gli anelli sono larghi m. 4,40 il primo, quello dell'Ala; m.3,30 il secondo e circa m.3 il terzo. Una canaletta anulare scorre sotto il podio e ciascuno dei tre corridoi è percorso da altri condotti sotterranei che vanno a scaricarsi nelle due gallerie che si incrociano ad angolo retto sotto il piano dell'Arena lungo gli assi dell'ellisse e proseguono fuori dall'anfiteatro.
Al centro della platea è stato riattato un vano sotterraneo rettangolare sviluppato nel senso dell'asse maggiore; questo salone doveva essere pavimentato in pietra e coperto da un tetto mobile poggiante su pilastri. Funzione della sala era di permettere interventi di tipo teatrale nel corso degli spettacoli.
La cavea si presenta oggi apparentemente intatta ma si tratta del frutto di un lavoro di restauro pressoché continuo a partire dal XVI secolo. I gradoni, oggi in numero di quarantaquattro, sono interrotti soltanto dalle bocche dei vomitori e dai balconi di due tribune collocate sugli ingressi, lungo I'asse maggiore, in epoca di amministrazione veneziana.
Nell'anfiteatro I'arco romano a tutto sesto si alterna ad architravi che poggiano su parallelepipedi in pietra in alcuni casi monolitici .
Le murature (oltre a quelle in pietra da taglio) erano a sacco, con paramento di opera mista di ciottoli e mattoni, oppure a getto entro casseforme di legno. Nel primo caso si tratta di corsi alternati di grossi ciottoli e selci spezzati, e triplici filari di mattoni. In questa tecnica sono costruiti i muri degli ambienti più vicini agli ingressi, mentre quelli in materiale cementizio versato entro casseforme costituiscono la maggior parte delle altre strutture.
I pilastri in blocchi di pietra di Verona costituiscono, come sempre negli anfiteatri, la gabbia portante dell'edificio, che fu probabilmente costruita preliminarmente.
L'anfiteatro poteva contenere circa 30.000 spettatori, gli spettacoli che venivano eseguiti all'epoca Romana erano: Munera Gladiatoria (giochi gladiatori) e Venationes (cacce) o piu generalmente lotte contro animali esotici o di uomini contro uomini.